Mersé,Signor, che pendi morto in croce
per la salute della omana prole,
d'un peccator che porge a te parole
de nova fiamma che l'avampa e coce.
Exaudi sua clamante e flebel voce
che a te sul spera, adora e servir cole,
correndo a toa mersé, qual correr sole
cervo assetato al fonte assai veloce.
Miserere del cor contrito e lasso,
del tempo invan despeso;anzi dolente
trallo de man della nemica mia,
perché, quantunque sia desposto al passo,
se la tua grazia in lui non è presente,
retornerà per la smarrita via.