De, non voler il stame de mia vita
in queste parte romper, morte avara,
dov'io non spero che madonna cara
vegia il mio corpo, poi l'anima uscita.
La carne inferma' debile e smarrita,
tôr sdegna e fuge la tua falce amara;
là dove è lei, che 'l ciel serena e schiara,
non temeria dal mondo far partita.
Però che fuorsi all'ultima giornata,
esendo el spirtu dalle membra scosso,
vedrammi andar all'aspra e negra tomba;
onde gielato petto a pietà mosso
dirria piangendo: o morte impia et ingrata,
data ài silenzio a la mia chiara tromba.