Skip to content
1436–1508

LXVIII

Pietro Jacopo De Jennaro

Felice don che sei già fatto degno, non per mia sorte, ma per toa ventura, avolger quella gola in cui natura mostrò la forza soa, l'arte e l'ingegno,

felice te, che suo felice pegno d'amor, c'ogni altro spirto infiamma e fura, candido più che colombetta pura, tocchi sovente senza suo disdegno.

Rengrazia tua fortuna e sua bontate che t'àn concesso un tal beato loco, bramato da coralli, perle e d'oro. Io che consamo, e dai trovo pietate

e taciturnamente vivo in foco, d'invidia de letizia amando moro.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LXVIII · Pietro Jacopo De Jennaro · Poetry Cove