Presa ho più volte in man la penna stanca
per dir di tue gran lande alcuna parte;
m'attento che natura, forza et arte
in sì sublime obietto agiaccia e manca,
feci la voglia mia com'om che imbianca,
tal ch'io non ebbi ardir scrivere in carte
quanto forzosse il cielo sol per farte,
fra siri, qual tra ucelli aquilla franca.
Però come il sartor che lassa un taglio
e prende l'altro, in dare opra al suo segno,
volgo il mio stil da sì mirabel tema.
Taccio di comendarti, ch'io non vaglio,
quello imponendo a più facundo incegno,
fandomi servo a tua bontà supprema.