Sel'extrema miseria, in ch'io m'avegio,
non avesse mia lira volta in pianto,
invitto segnor mio, mi darei vanto
scriver in parte il tuo suppremo segio.
Ché tema mai porria render tal pregio
al suo autore, e far sì dolce canto,
qual el tuo nome e 'l tuo sagrato manto,
ch'adorna il mondo, s'io ben odo e vegio.
Taccia dunque colui che Smirna onora
de lodar tanto i primi semidei,
e del dardano Enea il mantuano.
Non fu, non è, né mai fia certo ancora
un paro a te, perché tu chiaro sei
un Tito, un Julio, un altro Ottaviano.