Non par ch'ardisca la mia mano algente
tentar la rozza e discordante lira,
per dir quant'alto tua virtute spira,
signor mio sagio, forte et eloquente.
Però che quanto al tuo voler repente
el ciel si mostra e quanto in te se agira
beltà, sarebe Orfeo rivolto in ira
cantar volendo, e di sua gloria absente.
Ma per non far como chi tace e brama,
che temendo e sperando vive in guerra,
te scrivo fuor d'ogni sentenzia e d'arte.
Bastime sol ch'io scriva che per fama
e per presenzia singulare in terra,
Mercurio sei, Cupido, Apollo e Marte.