Non Calliope, Euterpe, Urania e Clio
né l'altre sagre del pegaseo fonte,
non Minerva né Apollo, il quale al monte
Parnaso è primo venerando Idio,
invoco a questo acerbo scriver mio,
nel qual convien ch'io mostri i sdegni e l'onte,
piangendo, amando, e l'amorose ponte
soferte da la speme e dal disio,
ma te, spietato e dolce mio inimico,
Amor, che sai ben chiaro in quanto strazio
son visso e vivo al guardo di Medusa.
Dunque or m'aita sì che 'l duol mio antico
discriver possa, e ne rimanga sazio,
perché tu sei mio Apollo e la mia musa.