Serrato hai, morte, i pia begli occhi in terra
e scolorato il più ligiadro volto,
quil vivo spirto al ciel degno recolto,
che fe' d'amor sì dolce et aspra guerra.
Jace fra teniri anni ogie sotterra
el sagio corpo, e 'l sol lucente è tolto
et hai dal mundo el più bel fiore colto,
se la mortal novella in me non erra.
De, perché almeno in quillo extremo punto
non me concese il Ciel che lacrimando
sequito avesse suo fonereo letto?
Felice Bianca mia, non più cantando
scriverò del tuo nome benedetto,
poi senza guida in mar crodel so' giunto.