Nei vostri sdegni, aspra mia morte e viva,
s´io piango e sfogo in voci alte e dolenti,
tal voi risguardo avete a´ miei lamenti,
qual rapido torrente a letto o riva.
S´io taccio, l´alma, d´ogni speme priva,
brama che ´l nodo suo tosto s´allenti,
certa ch´alor di voi le nostre genti
– Ancise il suo fedel mentre e´ fioriva, –
diranno; e già non sete voi sì vostra,
com´io, da che primier vi scorsi e dissi:
– Questa è lo specchio e ´l sol de l´età nostra .-
E ´n tante carte poi lo sparsi e scrissi,
che, s´a mia voglia ancor poco si mostra,
pur saprà ogniun, ch´io mori´ vostro e vissi.