De la gran quercia, che ´l bel Tebro adombra,
esce un ramo, et ha tanto i cieli amici,
che gli onorati sette colli aprici
e tutto ´l fiume di vaghezza ingombra.
Questi m´è tal, che pur la sua dolce ombra
far pote i giorni miei lieti e felici,
et ha sì nel mio cor le sue radici,
che né forza né tempo indi lo sgombra.
Pianta gentil, ne le cui sacre fronde
s´annida la mia speme e i miei desiri,
te non offenda mai caldo né gelo,
e tanto umor ti dian la terra e l´onde
e l´aura intorno sì soave spiri,
che t´ergan sovr´ogni altra infino al cielo.