Re degli altri, superbo e sacro monte,
ch´Italia tutta imperioso parti
e per mille contrade e più comparti
le spalle, il fianco e l´una e l´altra fronte,
de le mie voglie mal per me sì pronte
vo risecando le non sane parti,
e raccogliendo i miei pensieri sparti
sul lito, a cui vicin cadeo Fetonte:
per appoggiarli al tuo sinistro corno,
là dove bagna il bel Metauro e dove
valor e cortesia fanno soggiorno;
e s´a prego mortal Febo si move,
tu sarai ´l mio Parnaso, e ´l crine intorno
ancor mi cingerai d´edere nove.