Grave, saggio, cortese, alto signore,
lume di questa nostra oscura etate,
che desti ´l mondo e ´l chiami in libertate
da servitute, e nel suo antico onore,
solo refugio in così lungo errore
de le nove sorelle abandonate,
figliuol di Giove, amico d´onestate,
per cui ´l ben vive e ´l mal si strugge e more,
o Ercole, che travagliando vai
per lo nostro riposo, e ´n terra fama
e ´n ciel fra gli altri Dei t´acquisti loco,
sgombra da te le gravi cure omai
e qua ne ven, ove a diletto e gioco
l´erba, il fiume, gli augei, l´aura ti chiama.