Son questi quei begli occhi, in cui mirando
senza difesa far perdei me stesso?
È questo quel bel ciglio, a cui sì spesso
invan del mio languir mercé dimando?
Son queste quelle chiome, che legando
vanno il mio cor, sì ch´ei ne more expresso?
O volto, che mi stai ne l´alma impresso,
perch´io viva di me mai sempre in bando,
parmi veder ne la tua fronte Amore
tener suo maggior seggio, e d´una parte
volar speme, piacer, tema e dolore;
da l´altra quasi stelle in ciel consparte,
quinci e quindi apparir senno, valore,
bellezza, leggiadria, natura et arte.