Solingo augello, se piangendo vai
la tua perduta dolce compagnia,
meco ne ven, che piango anco la mia:
inseme potrem fare i nostri lai.
Ma tu la tua forse oggi troverai;
io la mia quando? e tu pur tuttavia
ti stai nel verde; i´ fuggo indi, ove sia
chi mi conforte ad altro, ch´a trar guai.
Privo in tutto son io d´ogni mio bene,
e nudo e grave e solo e peregrino
vo misurando i campi e le mie pene.
Gli occhi bagnati porto e ´l viso chino
e ´l cor in doglia e l´alma fuor di spene,
né d´aver cerco men fero destino.