Or c´ho le mie fatiche tante e gli anni
spesi in gradir Madonna, e lei perduto
senza mia colpa, e non m´hanno potuto
levar di vita gli amorosi affanni,
perché vaghezza tua più non m´inganni,
mondo vano e fallace, io ti rifiuto,
pentito assai d´averti unqua creduto,
de´ tuoi guadagni sazio e de´ tuoi danni.
Ché poi che di quel ben son privo e casso,
che sol volli e pregiai più che me stesso,
ogni altro bene in te dispregio e lasso.
Col monte e col suo bosco ombroso e spesso
celerà Catria questo corpo lasso,
infin ch´uscir di lui mi sia concesso.