O imagine mia celeste e pura,
che splendi più che ´l sole agli occhi miei
e mi rassembri ´l volto di colei,
che scolpita ho nel cor con maggior cura,
credo che ´l mio Bellin con la figura
t´abbia dato il costume anco di lei,
che m´ardi, s´io ti miro, e per te sei
freddo smalto, a cui giunse alta ventura.
E come donna in vista dolce, umile,
ben mostri tu pietà del mio tormento;
poi, se mercé ten´ prego, non rispondi.
In questo hai tu di lei men fero stile,
né spargi sì le mie speranze al vento,
ch´almen, quand´io ti cerco, non t´ascondi.