Sogno, che dolcemente m´hai furato
a morte e del mio mal posto in oblio,
da qual porta del ciel cortese e pio
scendesti a rallegrar un dolorato?
Qual angel hai là su di me spiato,
che sì movesti al gran bisogno mio?
scampo a lo stato faticoso e rio,
altro che ´n te non ho, lasso, trovato.
Beato se´, ch´altrui beato fai:
se non ch´usi troppo ale al dipartire,
e ´n poca ora mi tôi quel che mi dai.
Almen ritorna, e già che ´l camin sai,
fammi talor di quel piacer sentire,
che senza te non spero sentir mai.