Felice imperador, ch´avanzi gli anni
con la virtute, e rendi a questi giorni
l´antico onor di Marte, e ´n pregio il torni,
e per noi riposar te stesso affanni;
per cui spera saldar tanti suoi danni
Roma, e fra più che mai lieti soggiorni
sentir ancor sette suoi colli adorni
di tuoi trionfi, e ´l mondo senza inganni;
mira ´l settentrion, signor gentile:
voce udirai, che ´n fin di là ti chiama,
per farti sopra ´l ciel volando ir chiaro.
Sì vedrem poi del nostro ferro vile
far secol d´oro e viver dolce e caro:
questo fia nostro, tuo ´l pregio e la fama.