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1470–1547

LXXXII

Pietro Bembo

Caro sguardo sereno, in cui sfavilla quanta non vide altrove uom mai bellezza, parlar saggio, soave, onde dolcezza non usata fra noi deriva e stilla,

solo di voi pensando si tranquilla in me la tempestosa mente, avezza mirarvi, udirvi, e, ciò più ch´altro apprezza, lodando Amor, che col suo strale aprilla.

Amor la punse, e poi scolpio l´adorna fronte e i begli occhi, e scrisse le parole dentro nel cor via più che ´n petra salde; perch´ella, com´augel, ch´a parte vole

ond´ha suo cibo, a lor sempre ritorna con l´ali del desio veloci e calde.

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LXXXII · Pietro Bembo · Poetry Cove