Anima, che da´ bei stellanti chiostri,
cinta de´ raggi sì del vero amore,
scendesti in terra, che fuor d´ogni errore
ten´ vai secura degli affetti nostri,
con altre voci omai, con altri inchiostri
moverò più sovente a farti onore,
poi che se´ giunta, ove fia ´l tuo valore
in altro pregio, che le perle e gli ostri.
Dirò di lei, ch´a quella gelosia,
onde Roma miglior cadde, rassembra:
o vendetta di Dio, chi te ne oblia?
Poi seguirò, che se ben ti rimembra
d´Ercole e di Iason, questa è la via
di gir al ciel ne le terrene membra.