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1470–1547

LXXIII

Pietro Bembo

A quai sembianze Amor Madonna agguaglia, dirò senza mentire; pur ch´altri non s´adire, o ´n mercede appo lei questo mi vaglia.

Un sasso è forte sì, che non s´intaglia; altro per sua natura empie, e giamai non sazia, occhio che ´l miri. Così contenti lascia i miei desiri,

sazj non già, di quella petra dura, che d´ogni oltraggio uman vive secura, la dolce vista angelica beatrice, de la mia vita e d´ogni ben radice.

Là dove ´l sol più tardo a noi s´adombra, un vento si diparte, lo qual in ogni parte i boschi al suo spirar di fronde ingombra,

che la fredda stagion dai rami sgombra. Così de lo mio core, ch´è selva di pensieri ombrosa e folta, quand´ogni pace, ogni dolcezza è tolta,

però che sempre non consente Amore, ch´un uom per ben servir mieta dolore, del suo dolce parlar lo spirto e l´aura subitamente ogni mio mal restaura.

Nasce bella sovente in ciascun loco una pianta gentile, che per antico stile sempre si volge inver l´eterno foco.

Or poi che mia ventura a poco a poco tanto inanzi mi chiama, farò quasi fanciul, che teme e vòle: come quel verde si rivolge al sole

e lui sol cerca e riverisce et ama, s´io potessi adimpir antica brama, similemente et io sempre amaria l´alto splendor, la dolce fiamma mia.

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