Né tigre sé vedendo orbata e sola
corre sì leve dietro al caro pegno,
né d´arco stral va sì veloce al segno,
come la nostra vita al suo fin vola.
Ma poi, Gasparro mio, che pur s´invola
talor a morte un pellegrino ingegno,
fate sia contra lei vostro ritegno
quel, ch´Amor v´insegnò ne la sua scola,
spiegando in rime nove antico foco,
e i doni di colei, celesti e rari,
che temprò con piacer le vostre doglie;
tal che poi sempre ogni abitato loco
parli d´ambo duo voi, né gli anni avari
se ne portin giamai più che le spoglie.