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1470–1547

LXVI

Pietro Bembo

Lieta e chiusa contrada, ov´io m´involo al vulgo e meco vivo e meco albergo, chi mi t´invidia, or ch´i Gemelli a tergo lasciando scalda Febo il nostro polo?

Rade volte in te sento ira né duolo, né gli occhi al ciel sì spesso e le voglie ergo, né tante carte altrove aduno e vergo, per levarmi talor, s´io posso, a volo.

Quanto sia dolce un solitario stato tu m´insegnasti, e quanto aver la mente di cure scarca e di sospetti sgombra. O cara selva e fiumicello amato,

cangiar potess´io il mar e ´l lito ardente con le vostre fredd´acque e la verd´ombra.

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LXVI · Pietro Bembo · Poetry Cove