Qual meraviglia, se repente sorse
del volgar nostro in te sì largo fonte,
Strozza mio caro, a cui del latin forse
vena par non bagnava il sacro monte?
Sì rara donna in vita al cor ti corse
per trarne fuor rime leggiadre e conte,
che poria de le nevi accender foco
e di Stige versar diletto e gioco.