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1470–1547

LIV

Pietro Bembo

Speme, che gli occhi nostri veli e fasci, sfreni e sferzi le voglie e l´ardimento, cote d´amor, di cure e di tormento ministra, che quetar mai non ne lasci,

perché nel fondo del mio cor rinasci, s´io te n´ho svelta? e poi ch´io mi ripento d´aver a te creduto e ´l mio mal sento, perché di tue impromesse ancor mi pasci?

Vattene ai lieti e fortunati amanti e lor lusinga, a lor porgi conforto, s´han qualche dolci noie e dolci pianti. Meco, e ben ha di ciò Madonna il torto,

le lagrime son tali e i dolor tanti, ch´al più misero e tristo invidia porto.

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