O per cui tante invan lagrime e ´nchiostro,
tanti al vento sospiri e lode spargo,
non ch´Apollo mi sia cortese e largo
di quel, onde s´eterni il nome vostro,
ma dico, che non oro o gemme od ostro
fer col pastor Ideo la donna d´Argo,
né con Giove e Giunone e gli occhi d´Argo,
Io famosa passar al secol nostro;
e se mercé de´ lor fidi scrittori
l´una sen´ va col pregio di beltade,
l´altra ebbe là sul Nilo altari e tempio,
voi perché no alcun segno di pietade
darmi talor, ch´io vinca il duro scempio,
e questa penna, come pò, v´onori?