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1470–1547

CXXXIX

Pietro Bembo

Signor, poi che fortuna in adorarvi, quant´ella possa, chiaramente ha mostro, vogliate al poggio del valor col vostro giovenetto pensero e studio alzarvi.

Ratto ogni lingua, se ciò fia, lodarvi udrete, e sacreravvi il secol nostro tutto ´l suo puro e non caduco inchiostro, per onorato e sempiterno farvi.

Ambe le chiavi del celeste regno volge l´avolo vostro, e Roma affrena con la sua gran virtù, che ne ´l fe´ degno. La vita più gradita e più serena

ne dà virtute, caro del ciel pegno: di vile e di turbato ogni altra è piena.

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