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1470–1547

CXXXI

Pietro Bembo

Varchi, le vostre pure carte e belle, che vergate talor per onorarmi, più che metalli di Mirone e marmi di Fidia mi son care e stil d´Apelle.

Ché se già non potranno e queste e quelle mie prose, cura di molt´anni, o carmi, nel tempo, che verrà, lontano farmi, eterna fama spero aver con elle.

Ma dove drizzan ora i caldi rai de l´ardente dottrina e studio loro i duo miglior, Vettorio e Ruscellai? Questi, e ´l vostro Ugolin, cui debbo assai,

mi salutate: o fortunato coro, Fiorenza e tu, che nel bel cerchio l´hai.

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