Se col liquor che versa, non pur stilla,
sì largo ingegno, spegner non potete
la nova doglia, onde pietoso ardete,
perché v´infiammi usata empia favilla,
sperate nel Signor, che pò tranquilla
far d´ogni alma turbata, indi chiedete:
tosto averrà, che lieto renderete
grazie, campato di Caribdi e Scilla.
Tacquimi già molt´anni, e diedi al tempio
la mal cerata mia stridevol canna,
e volsi a l´opra, che lodate, il core.
Così fan, che ´l desir vostro non empio,
oblio de l´arte, e quei, che più m´affanna
ch´adorne lui, del mio bel nido amore.