Carlo, dunque venite a le mie rime
vago di celebrar la donna vostra,
ch´al mondo cieco quasi un sol si mostra
di beltà, di valor chiaro e sublime?
E non le vostre prose elette e prime,
come gemma s´indora o seta inostra,
distendete a fregiarla, onde la nostra
e ciascun´altra età più l´ami e stime?
A tal opra in disparte ora son volto,
che per condurla più spedito a riva,
ogni altro a me lavoro ho di man tolto.
Voi, cui non arde il cor fiamma più viva,
devete dir: – omai di sì bel volto,
d´alma sì saggia, è ben ragion ch´io scriva .-