Girolamo, se ´l vostro alto Quirino,
cui Roma spense i chiari e santi giorni,
cercate pareggiar, sì che ne torni
men grave quel protervo aspro destino,
perché la nobil turba, onde vicino
mi sete, a gradir voi lenta soggiorni,
né v´apra a i desiati seggi adorni,
a le civili palme anco il camino,
non sospirate: il meritar gli onori
è vera gloria, che non pate oltraggio;
gli altri son falsi e torbidi splendori
del men buon più sovente e del men saggio,
che sembran quasi al vento aperti fiori,
o fresca neve d´un bel sole al raggio.