Così mi renda il cor pago e contento
di quel desio, ch´in lui più caldo porto,
e colmi voi di speme e di conforto
lo ciel, quetando il vostro alto lamento,
com´io poco m´apprezzo, e talor pento
de le fatiche mie, che ´l dolce e scorto
vostro stil tanto onora, e sommi accorto
ch´amor in voi dritto giudicio ha spento.
Ben son degni d´onor gl´inchiostri tutti,
onde scrivete, e per le genti nostre
ne va ´l grido maggior, che suon di squille.
Però s´aven che ´n voi percota e giostre
l´empia fortuna, i sospir vostri e i lutti
sì raro don di Clio scemi e tranquille.