Trifon, che ´n vece di ministri e servi,
di loggie e marmi e d´oro intesto e d´ostro,
amate intorno elci frondose e chiostro
di lieti colli, erbe e ruscei vedervi,
ben deve il mondo in riverenza avervi,
mirando al puro e franco animo vostro,
contento pur di quel, che solo il nostro
semplice stato e natural conservi.
O alma, in cui riluce il casto e saggio
secolo, quando Giove ancor non s´era
contaminato del paterno oltraggio,
scendesti a far qua giù matino e sera,
perché non sia tra noi spento ogni raggio
di bel costume, e cortesia non pera.