Signor del ciel, s´alcun prego ti move,
volgi a me gli occhi, questo solo, e poi,
s´io ´l vaglio, per pietà coi raggi tuoi
porgi soccorso a l´alma e forze nove;
tal ch´Amor questa volta indarno prove
tornarmi ai già disciolti lacci suoi.
Io chiamo te, ch´assecurar mi puoi:
solo in te speme aver posta mi giove.
Gran tempo fui sott´esso preso e morto;
or poco o molto a te libero viva,
e tu mi guida al fin, tardi o per tempo.
Se m´ha falso piacer in mare scorto,
vero di ciò dolor mi fermi a riva:
non è da vaneggiar omai più tempo.