Signor, che parti e tempri gli elementi,
e ´l sole e l´altre stelle e ´l mondo reggi,
et or col freno tuo santo correggi
il lungo error de le mie voglie ardenti,
non lasciar la mia guardia e non s´allenti
la tua pietà, perch´io tolto a le leggi
m´abbia d´Amor, e disturbato i seggi
in ch´ei di me regnava, alti e lucenti.
Ché, come audace lupo suol degli agni
stretti nel chiuso lor, così costui
ritenta far di me l´usata preda.
Acciò pur dunque in danno i miei guadagni
non torni e ´l lume tuo spegner si creda,
con fermo piè dipartirmi da lui.