Porto, che ´l piacer mio teco ne porti,
la vita e noi sì tosto abandonando,
che farò qui senza te, lasso? e quando
udirò cosa più, che mi conforti?
Invidio te, che vedi i nostri torti
dal tuo dritto sentier, già posti in bando
gli umani affetti, e vo pur te chiamando
beato e vivo, e noi miseri e morti.
Deh che non mena il sole omai quel giorno,
ch´io renda la mia guardia e torni al cielo,
di tanti lumi in sì poche ore adorno?
Nel qual, lasciato in terra il suo bel velo,
fa con l´eterno Re colei soggiorno,
onde ho la piaga, ch´ancor amo e celo.