Navagier mio, ch´a terra strana volto
per giovar a la patria, il mondo lassi,
te piango, e piangon meco i liti, i sassi
e l´erbe, che per te crebber già molto.
Tu le palme latine hai di man tolto
ai nostri tutte, con sì fermi passi
salisti ´l colle. Or quando più vedrassi
tanto valor in un petto raccolto?
Grave duol certo; pur io mi consolo,
ch´or ti diporti con quell´alme antiche,
che tanto amasti, e teco è ´l buono e saggio
Savorgnan, che contese a le nemiche
schiere il suo monte, e fu d´alto coraggio,
e poco inanzi a te prese il suo volo.