Leonico, che ´n terra al ver sì spesso
gli occhi levavi e ´l penser dotto e santo,
et or nel cielo il guiderdon promesso
ricevi al tuo di lui studio cotanto,
a te non si conven doglia né pianto,
ch´omai pien d´anni e pago di te stesso
chiudi il tuo chiaro dì, ma festa e canto
del grande a la tua vita onor concesso.
Qual da la mensa uom temperato e sazio,
ti diparti dal mondo, e torni a lui,
che t´ha per nostro ben tardo ritolto.
Conviensi a me, che non ho più, con cui
sì securo fornir quel poco o molto,
che de la dubbia via m´avanza, spazio.