Arsi, Bernardo, in foco chiaro e lento
molt´anni assai felice, e, se ´l turbato
regno d´Amor non ha felice stato,
tennimi almen di lui pago e contento.
Poi, per dar le mie vele a miglior vento,
quando lume del ciel mi s´è mostrato,
scintomi del bel viso in sen portato,
sparsi col piè la fiamma, e non men´ pento.
Ma l´imagine sua dolente e schiva
m´è sempre inanzi, e preme il cor sì forte,
ch´io son di Lete omai presso a la riva.
S´io ´l varcherò, farai tu che si scriva
sovra ´l mio sasso, com´io venni a morte,
togliendomi ad Amor, mentr´io fuggiva.