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1470–1547

CVIII

Pietro Bembo

Tanto è ch´assenzo e fele e rodo e suggo, ch´omai di lor mi pasco e mi nodrisco, e son sì avezzo al foco, ond´io mi struggo, che volontariamente ardo e languisco.

E se del carcer tuo pur talor fuggo, per fuggir da la morte, e tanto ardisco, tosto ne piango et a pregion rifuggo, Amor, più dura, in pena del mio risco.

E fo come augellin, che si fatica per uscir de la rete, ov´egli è colto; ma quanto più si scuote, e più s´intrica. Tal fu mia stella il dì, che nel bel volto

mirai primier de l´aspra mia nemica, ch´a me tutt´altro e più me stesso ha tolto.

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