Tanto è ch´assenzo e fele e rodo e suggo,
ch´omai di lor mi pasco e mi nodrisco,
e son sì avezzo al foco, ond´io mi struggo,
che volontariamente ardo e languisco.
E se del carcer tuo pur talor fuggo,
per fuggir da la morte, e tanto ardisco,
tosto ne piango et a pregion rifuggo,
Amor, più dura, in pena del mio risco.
E fo come augellin, che si fatica
per uscir de la rete, ov´egli è colto;
ma quanto più si scuote, e più s´intrica.
Tal fu mia stella il dì, che nel bel volto
mirai primier de l´aspra mia nemica,
ch´a me tutt´altro e più me stesso ha tolto.