Se la più dura quercia, che l´alpe aggia,
v´avesse partorita, e le più infeste
tigri Ircane nodrita, anco devreste
non essermi sì fera e sì selvaggia.
Lasso, ben fu poco aveduta e saggia
l´alma, che di riposo in sì moleste
cure si pose, e le mie vele preste
girò dal porto a tempestosa piaggia.
Altro da indi in qua, che pene e guai,
non fu meco un sol giorno, et onta e strazio
e lagrime, che ´l cor profondo invia.
Né sarà per inanzi, e se pur fia,
non fia per tempo: ch´i´ son, Donna, omai
di viver, non che d´altro, stanco e sazio.