Signor, quella pietà, che ti constrinse
morendo far del nostro fallo ammenda,
da l´ira tua ne copra e ne difenda.
Vedi, Padre cortese,
l´alto visco mondan com´è tenace,
e le reti, che tese
ne son da l´aversario empio e fallace,
quanto hanno intorno a sé di quel che piace:
però s´aven, che spesso uom se ne prenda,
questo talor pietoso a noi ti renda.
Non si nega, Signore,
che ´l peccar nostro senza fin non sia;
ma se non fosse errore,
campo da usar la tua pietà natia
non avresti: la qual perché non stia
in oscuro e, quanta è fra noi, s´intenda,
men grave esser ti dee, ch´altri t´offenda.
Tu, Padre, ne mandasti
in questo mar, e tu ne scorgi a porto;
e se molto ne amasti,
alor che ´l mondo t´ebbe vivo e morto,
amane a questo tempo, e ´l nostro torto
la tua pietosa man non ne suspenda,
ma grazia sopra noi larga discenda.