O Sol, di cui questo bel sole è raggio,
Sol, per lo qual visibilmente splendi,
se sovra l´opre tue qua giù ti stendi,
riluci a me, che speme altra non aggio.
Da l´alma, ch´a te fa verace omaggio
dopo tanti e sì gravi suoi dispendi,
sgombra l´antiche nebbie e tal la rendi,
che più dal mondo non riceva oltraggio.
Omai la scorga il tuo celeste lume,
e se già mortal fiamma e poca l´arse,
a l´eterna et immensa or si consume
tanto, che le sue colpe in caldo fiume
di pianto lavi e, monda, da levarse
e rivolar a te vesta le piume.