Che mi giova mirar donne e donzelle,
e prati e selve e rivi, e ´l bel governo,
che fa del mondo il buon motore eterno,
mar, terra, cielo, e vaghe o ferme stelle?
Spenta colei, ch´un sol fu tra le belle
e tra le sagge, or è mio nembo interno:
forme d´orror mi sembra quant´io scerno;
esser cieco vorrei per non vedelle.
Ch´i´ non so volger gli occhi a parte, ov´io
non scorga lei fra molte meste, o lasso,
chiuder morendo le sue luci sante.
Ond´io viver non curo, anzi desio
di girle dietro con veloce passo;
et era me´, ch´i´ le fossi ito avante.