S´Amor m´avesse detto: – ohimè, da morte
fieno i begli occhi prima di te spenti –,
avrei di lor con disusati accenti
rime dettato e più spesse e più scorte,
per mio sostegno in questa dura sorte,
e perché le ben chiare et apparenti
note rendesser le lontane genti
de l´alma lor divina luce accorte;
ché già sarebbe oltre l´Ibero e ´l Gange,
la Tana e ´l Nilo intesa, e divulgato
com´io solfo a quei raggi et esca fui.
Or, poi ch´altro che pianger non m´è dato,
piango pur sempre, e son, tanto duol m´ange,
né di me stesso ad uopo né d´altrui.