Donna, che fosti oriental Fenice
tra l´altre donne, mentre il mondo t´ebbe,
e poi che d´abitar fra noi t´increbbe,
angel salisti al ciel novo e felice,
l´alta beltà del nostro amor radice
col senno, ond´ei tanto si stese e crebbe,
vento fatal sì tosto non devrebbe
aver divelta, l´un penser mi dice,
per cui d´amaro pianto il cor si bagna;
ma l´altro ad or ad or con tai parole
prova quetarmi: a che ti struggi, o cieco?
non era degno di sì chiaro sole
occhio di mortal vista; or Dio l´ha seco,
dal cui voler uom pio non si scompagna.