Sento l´odor da lunge e ´l fresco e l´ôra
dei verdi campi, ove colei soggiorna,
che co´ begli occhi suoi le selve adorna
di fronde, e con le piante l´erba infiora.
Sorgi da l´onde avanti a l´usat´ora
dimane, o sole, e ratto a noi ritorna,
ch´io possa il sol, che le mie notti aggiorna,
veder più tosto, e tu medesmo ancora.
Ché sai, tra quanto scaldi e quanto giri,
beltade e leggiadria sì nova e tanta,
perdonimi qualunque altra, non miri.
E se qual alma quel bel velo amanta
ancor sapessi, e quanto alti desiri,
l´inchineresti, come cosa santa.