Di qua da l'Alpe che chiudon la Magna
sopra Trivigi, a piè di quel bel colle
cui l'un de' lati fa, dì e notte, molle
l'acqua di Piave, che 'l suo fianco bagna,
Delfin, son'io; e sol qui m'accompagna
l'ostinato d'Amor mio desir folle,
ed un pensier, da cui par che rampolle
sempre cagion per che l'alma si lagna.
Qui mille volte il dì l'erbe e ne' sassi,
con la mano e coi piè calco e disegno
il volto che mi fugge, ovunque io 'l segua.
Qui, poi, la notte il cor di dolor pregno
vuol che piangendo e sospirando passi:
in sogno pur, s'io dormo, ho qualche tregua.