Fiamma d'Amor che colorata il viso
d'un casto ardor al celeste angel mio
quel dì ch'al fin, portato dal desio,
giunsi in quel suo terrestre paradiso;
cortesi parolette e dolce riso
che 'l cor giamai più non porrà in oblio;
luogo, ove poscia ogni pensier invio:
deh, chi sì tosto m'ha da voi diviso?
Ch'io pur vi fui da quella mano accolto
con sì larghe accoglienze, oneste e care,
che 'l rimembrar sol fa ch'io mi distempre.
Ma quello andando poi volgermi 'l volto,
quasi a dir : "Godi queste luci chiare"
non avrò io ne la memoria sempre?