Quante lagrime il dì, quanti sospiri
versin quest'occhi e fuor saetti il core
per render molle ed impiagar d'amore
donna non già, ma bel marmo che spiri,
sassel'Amor, con cui vuol che m'adiri
larga ragion del mio grave dolore,
ed io mel so, che dal pur visto errore
non ho che trar ne possa i miei desiri;
nel qual vago piacer gli ha sì forte usi
che lì si stanno quasi a dir: "che fia
che mai ne levi di sì dolce stanza?".
Né, perché intenda la sventura mia,
posso negar al fin ch'io non li scusi,
e pasca il cor di pur vana speranza.